Il primo incontro si terrà presso l’associazione culturale “L’Orso”, in Via Gramsci 153 a Cadoneghe (PD). Per contattarmi: 339-6988366.
Vi aspetto..!
Ciao
Claudio Amato
Il primo incontro si terrà presso l’associazione culturale “L’Orso”, in Via Gramsci 153 a Cadoneghe (PD). Per contattarmi: 339-6988366.
Vi aspetto..!
Ciao
Claudio Amato
Per informazioni e iscrizioni:
info@frequenze-visive.it
Cell. 349.2218394
Ho letto nelle cosiddette ”lettere al direttore” di riviste fotografiche, considerazioni del tipo: “mi hanno detto che è meglio acquistare la reflex X invece della Y perchè le immagini prodotte dalla reflex X non necessitano di post-produzione”.
Spesso mi sento rivolgere queste domande alle quali non saprei come rispondere. I sensori delle reflex digitali si comportano un po’ come le pellicole: alcune davano colori più saturi, altre enfatizzavano di più il verde (esempio Fuji Velvia), altre ancora tendevano a “chiudere” troppo le ombre…etc.. Personalmente ho riscontrato come immagini apparentemente “perfette” dopo un intervento di post-produzione apparivano decisamente migliorate (nei colori, contrasto…etc.). Credo che ogni fotografo debba “visualizzare” l’immagine realizzata cercando di “ricordare” il più possibile il momento e la situazione in cui è stata scattata. Nella mia esperienza questo processo mi porta SEMPRE ad analizzare ogni immagine e, inevitabilmente, ad effettuare interventi di post-produzione tesi a ottimizzare l’immagine il più possibile vicino a ciò che il mio occhio aveva visto nel momento dello scatto. Questo procedimento mi ha persuaso a considerare che non esiste un apparecchio fotografico in grado di riprodurre fedelmente ciò che il nostro occhio vede. Le due immagini mostrate sono state scattate a Roma e Tivoli nell’agosto di quest’anno. Lascio a voi le considerazioni…
Venerdì 4 novembre 2011 l’Associazione culturale Frequenze Visive di Vigonovo (VE) ha organizzato, insieme al gruppo fotografico Mignon, un incontro per ricordare il grande fotografo americano Walter Rosenblum. Ho avuto la fortuna di conoscerlo personalmente….Nelle (purtroppo !) brevi frequentazioni avute sono stato particolarmente impressionato dal suo …sguardo! Nei suoi occhi potevi leggere la sua vita…..ma soprattutto il suo amore e la sua fiducia per ..l’ UOMO. Un fotografo che ha dedicato la propria vita alla fotografia sociale. E’ stato fotografo di guerra nel secondo conflitto, partecipando alla liberazione del campo di concentramento di Dachau. In quella occasione (raccontava) si trovò di fronte a delle scene che tutti noi ben conosciamo!……in quella occasione prevalse in lui l’ Uomo. Non fu capace di fotografare …. per il sacro rispetto verso quelle Persone.
Questo è uno degli episodi che ha raccontato nel documentario della sua vita realizzato dalla figlia Nina. Ancora oggi quando ho occasione di parlare con amanti della Fotografia (sì con la lettera maiuscola !) ho sempre presente quello sguardo carico di Umanità….!
Ciao Walter
per vedere alcune delle sue foto… http://www.youtube.com/watch?v=–7f8UkCXQo&feature=share